Sei ore in una terapia intensiva, con un paziente con una frazione di eiezione del ventricolo sinistro del 25%.
un misto di emozione e paura
ma è andato tutto bene
ho capito che non vorrei fare altro
Sei ore in una terapia intensiva, con un paziente con una frazione di eiezione del ventricolo sinistro del 25%.
un misto di emozione e paura
ma è andato tutto bene
ho capito che non vorrei fare altro
per onor di cronaca, data l’elevata diffusione della notizia in giro e data l’attenzione di tutti sulle sorti del calciatore, una piccola spiegazione sull’accaduto.
sin dai primi momenti dell’accaduto è stato chiaro che Cassano era stato colpito da un ictus
l’ictus può essere ischemico (un vaso cerebrale si chiude) o emorragico (un vaso si “rompe” provocando lo spandimento di sangue nel cervello)
data la giovane età i primi sospetti sono caduti sull’ictus emorragico, a mio parere molto più preoccupante per il calciatore (il giornalista Lamberto Sposini, per farvi un’idea è stato vittima di una emorragia cerebrale e da allora non s’è visto più).
viene effettuata la prima tac: l’emorragia non c’è
viene effettuata a distanza di qualche ora la seconda tac
non si tratta di emorragia, ma di ischemia
una ischemia cerebrale in un trentenne??? possibile?
un atleta super controllato
senza fattori di rischio per accidenti vascolari può mai essere un vasculopatico?
la risposta è una ed è semplice per chi già conosce il problema
si chiama EMBOLO PARADOSSO
e da dov’è arrivato?
dal distretto venoso, solo che invece di finire nei polmoni e procurare una piccola embolia polmonare (è quello il destino degli emboli formati nel sistema venoso periferico),
ha preso una scorciatoia
ha trovato un piccolo foro che avrebbe dovuto chiudersi quando il giocatore era ancora in fasce e invece è ancora lì
un difetto così piccolo da passare inosservato per tutto questo tempo.
di lì la strada è semplice e breve, si va dritto al cervello
tanto per essere precisi, il calciatore ha avuto un ATTACCO ISCHEMICO TRANSITORIO e non un vero e proprio ictus
la differenza ste che nel T.I.A. la sintomatologia ha una durata inferiore alle 24h (come è successo a Cassano)

la soluzione del problema è semplice e rapida. il “buco” si deve chiudere, senza aprire il cuore, raggiungendolo attraverso una vena, la femorale, una di quelle vene attraverso le quali ha viaggiato anche l’embolo.
per farvi un paragone, avete mai sentito parlare di coronarografia? secondo me si. bene, la parte iniziale della procedura è la stessa.
vi lascio un bellissimo video che vi mostra come si occlude il forame ovale
buona visione
unica terapia post procedura è l’assunzione della cardioaspirina per un periodo che le linee guida indicano pari a 6-12 mesi
perché l’alba di una nuova settimana a volte è difficile da affrontare
perché ti ritrovi nuovamente a doverti reinventare
ti ritrovi di nuovo a dover capire che cavolo dover fare
ti ritrovi ancora a pensare se la strada che segui è quella giusta o se sia il caso di cambiare direzione
con che faccia si guarda una persona quando si comunica una brutta notizia?
con distacco?
poi si rischia di passare per disinteressati e insensibili
con compassione?
poi si rischia di sembrare deboli
la prima sostituzione è andata, sono sopravvissuta e credo siano sopravvissuti anche tutti coloro che ho visitato e ai quali ho prescritto qualche farmaco.
Faringotonsilliti e tracheobronchiti hanno fatto da padroni, qualche esame di laboratorio da controllare e qualche mal di schiena da alleviare; quattro anziani da visitare a domicilio e poi finalmente a casa.
è stato tutto paurosamente bello
ah… quasi dimenticavo, il timbro era pessimo oltre ogni misura. Devo cambiarlo
Anna
dopo che anche l’opzione guardia medica era svanita
“mi dispiace dottoressa ma deve aspettare il bando di concorso dell’anno prossimo, siamo al completo”
quando meno te lo aspetti, quando credi che farai il nulla per altri infiniti mesi, ti arriva la proposta che non ti aspettavi.
“io lunedì e martedì non ci sono allo studio, puoi venire tu?”
attimo di silenzio
poi: “va bene”
“il timbro ce l’hai?”
“si”
“e il codice di accesso per i certificati di malattia?”
“anche”
domani sarò sola dietro una scrivania di fronte a dei pazienti
non ci si sente mai abbastanza preparati. cavolo, ho studiato tanto, ho fatto tanta pratica. ho un pò paura, ma farò del mio meglio e ce la farò.
senza parole
l’università è finita
l’abiltazione raggiunta
non resta altro che trovarsi un lavoro
fosse facile
e non mi riferisco alle problematiche sul lavoro che purtroppo affliggono migliaia di persone
mi riferisco al lavoro che dovrei fare
il medico
la paura di sbagliare diventa un’ossessione
diventa una catena che mi impedisce di muovermi
fortuna che l’inattività mi uccide ancora di più
oggi, dopo l’ennesima giornata vuota, mi sono decisa a chiamare all’asl.
mi metterò in contatto col responsabile del servizio di continuità assistenziale (per intenderci, la guardia medica)
spero di riuscire a trovare un impiego che mi tenga impegnate le giornate fino a quando usciranno i concorsi 2012
agire con scienza e coscienza
senza paura
oggi mentre parlavo di quanto in sei anni la mia vita sociale fosse andata a farsi benedire un’amica mi ha detto questo:
“io da amica sono fiera di te e ti ho aspettato per 6 anni”
è una delle cose più belle che mi abbiano detto
semplicemente, grazie amica mia
sei lunghi anni, tanto dura il corso di laurea in medicina e chirurgia.
in poche parole: un’eternità.
sei anni durante i quali ti abitui così tanto a girare tra reparti e sale operatorie, libri e appunti, che dimentichi che in realtà il mondo è là fuori.
fuori dal policlinico
fuori dalla tua stanza
si, il mondo è appena un passo più in là ma la medicina ti prende così tanto che una sera qualsiasi in un pub, in mezzo a tanta gente ti rendi conto che al tuo sono seduti solo (o quasi) tuoi colleghi e che il tema principale della discussione riguarda la medicina.
ti isoli dagli altri, non perchè lo desideri, ma perchè inizi ad adottare uno stile di vita difficilmente adattabile a quello dei tuoi amici iscritti altrove.
i weekend, i ponti, le feste, le vacanze: non occasioni di svago, ma semplicemente tempo extra per studiare.
perchè si, durante l’anno sei in reparto, per “l’internato”…
to be continued…