cos’è successo a cassano?

per onor di cronaca, data l’elevata diffusione della notizia in giro e data l’attenzione di tutti sulle sorti del calciatore, una piccola spiegazione sull’accaduto.

sin dai primi momenti dell’accaduto  è stato chiaro che Cassano era stato colpito da un ictus

l’ictus può essere ischemico (un vaso cerebrale si chiude) o emorragico (un vaso si “rompe” provocando lo spandimento di sangue nel cervello)

data la giovane età i primi sospetti sono caduti sull’ictus emorragico, a mio parere molto più preoccupante per il calciatore (il giornalista Lamberto Sposini, per farvi un’idea è stato vittima di una emorragia cerebrale e da allora non s’è visto più).

viene effettuata la prima tac: l’emorragia non c’è

viene effettuata a distanza di  qualche ora la seconda tac

non si tratta di emorragia, ma di ischemia

una ischemia cerebrale in un trentenne??? possibile?

un atleta super controllato

senza fattori di rischio per accidenti vascolari può mai essere un vasculopatico?

la risposta è una ed è semplice per chi già conosce il problema

si chiama EMBOLO PARADOSSO

e da dov’è arrivato?

dal distretto venoso, solo che invece di finire nei polmoni e procurare una piccola embolia polmonare (è quello il destino degli emboli formati nel sistema venoso periferico),

ha preso una scorciatoia

ha trovato un piccolo foro che avrebbe dovuto chiudersi quando il giocatore era ancora in fasce e invece è ancora lì

un difetto così piccolo da passare inosservato per tutto questo tempo.

di lì la strada è semplice e breve, si va dritto al cervello

tanto per essere precisi, il calciatore ha avuto un ATTACCO ISCHEMICO TRANSITORIO e non un vero e proprio ictus

la differenza ste che nel T.I.A. la sintomatologia ha una durata inferiore alle 24h (come è successo a Cassano)


la soluzione del problema è semplice e rapida. il “buco” si deve chiudere, senza aprire il cuore, raggiungendolo attraverso una vena, la femorale, una di quelle vene attraverso le quali ha viaggiato anche l’embolo.

per farvi un paragone, avete mai sentito parlare di coronarografia? secondo me si. bene, la parte iniziale della procedura è la stessa.

vi lascio un bellissimo video che vi mostra come si occlude il forame ovale

buona visione

unica terapia post procedura è l’assunzione della cardioaspirina per un periodo che le linee guida indicano pari a 6-12 mesi

iniziare

perché l’alba di una nuova settimana a volte è difficile da affrontare

perché ti ritrovi nuovamente a doverti reinventare

ti ritrovi di nuovo a dover capire che cavolo dover fare

ti ritrovi ancora a pensare se la strada che segui è quella giusta o se sia il caso di cambiare direzione

sguardi

con che faccia si guarda una persona quando si comunica una brutta notizia?

con distacco?

poi si rischia di passare per disinteressati e insensibili

con compassione?

poi si rischia di sembrare deboli

Buona la prima

la prima sostituzione è andata, sono sopravvissuta e credo siano sopravvissuti anche tutti coloro che ho visitato e ai quali ho prescritto qualche farmaco.

Faringotonsilliti e tracheobronchiti hanno fatto da padroni, qualche esame di laboratorio da controllare e qualche mal di schiena da alleviare; quattro anziani da visitare a domicilio e poi finalmente a casa.

è stato tutto paurosamente bello

ah… quasi dimenticavo, il timbro era pessimo oltre ogni misura. Devo cambiarlo

Anna

 

1° giorno di lavoro

dopo che anche l’opzione guardia medica era svanita

“mi dispiace dottoressa ma deve aspettare il bando di concorso dell’anno prossimo, siamo al completo”

quando meno te lo aspetti, quando credi che farai il nulla per altri infiniti mesi, ti arriva la proposta che non ti aspettavi.

“io lunedì e martedì non ci sono allo studio, puoi venire tu?”

attimo di silenzio

poi: “va bene”

“il timbro ce l’hai?”

“si”

“e il codice di accesso per i certificati di malattia?”

“anche”

domani sarò sola dietro una scrivania di fronte a dei pazienti

non ci si sente mai abbastanza preparati. cavolo, ho studiato tanto, ho fatto tanta pratica. ho un pò paura, ma farò del mio meglio e ce la farò.

trovati un lavoro!

l’università è finita

l’abiltazione raggiunta

non resta altro che trovarsi un lavoro

fosse facile

e non mi riferisco alle problematiche sul lavoro che purtroppo affliggono migliaia di persone

mi riferisco al lavoro che dovrei fare

il medico

la paura di sbagliare diventa un’ossessione

diventa una catena che mi impedisce di muovermi

fortuna che l’inattività mi uccide ancora di più

oggi, dopo l’ennesima giornata vuota, mi sono decisa a chiamare all’asl.

mi metterò in contatto col responsabile del servizio di continuità assistenziale (per intenderci, la guardia medica)

spero di riuscire a trovare un impiego che mi tenga impegnate le giornate fino a quando usciranno i concorsi 2012

agire con scienza e coscienza

senza paura

vita da studente di medicina

sei lunghi anni, tanto dura il corso di laurea in medicina e chirurgia.

in poche parole: un’eternità.

sei anni durante i quali ti abitui così tanto a girare tra reparti e sale operatorie, libri e appunti,  che dimentichi che in realtà il mondo è là fuori.

fuori dal policlinico

fuori dalla tua stanza

si, il mondo è appena un passo più in là ma la medicina ti prende così tanto che una sera qualsiasi in un pub, in mezzo a tanta gente ti rendi conto che al tuo sono seduti solo (o quasi) tuoi colleghi e che il tema principale della discussione riguarda la medicina.

ti isoli dagli altri, non perchè lo desideri, ma perchè inizi ad adottare uno stile di vita difficilmente adattabile a quello dei tuoi amici iscritti altrove.

i weekend, i ponti, le feste, le vacanze: non occasioni di svago, ma semplicemente tempo extra per studiare.

perchè si, durante l’anno sei in reparto, per “l’internato”…

to be continued…