Resistere sempre

Una delle cose che sto imparando in specializzazione (e non l’avrei mai immaginato) è la capacità a resistere agli insulti di qualcuno.  Questo non te lo dicono quando ti iscrivi all’università.  Ti inserisci in un reparto alla ricerca di un maestro da seguire, e poi finisci quasi per odiarlo. Al termine degli interventi,  mentre sei ancora lì accanto al paziente,  ti rendi conto che sei stato capace di restare impassibile di fronte a un offesa, anzi, se tutto si è limitato alle parole ti è andata anche bene,  perché ti viene in mente quel collega che si è ritrovato ad essere preso a “martellate” con qualche ferro sulle dita, immobili perché reggevano un divaricatore; o di quella collega che si è tagliata col bisturi perché chi l’ha usato l’ha poi lanciato sul campo operatorio incurante delle altre mani che si trovavano nei paraggi.
Resistere (alle offese) sempre, mollare (i ferri) mai.
Di fatto questo è un motto che anche inconsciamente ci portiamo dentro, sempre e comunque.
Resta il fatto che forse avrei voluto saperlo prima che un giorno l’arrogante indole che è in me si sarebbe trovata a dover tacere…

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suture

durante un intervento chirurgico, il paziente viene ricoperto quasi completamente, lasciando esposto solo il campo operatorio, cioè solo l’area in cui verrà effettuata l’incisione chirurgica.

questo allo scopo di rendere sterile e privo di contaminazione il campo operatorio e di permettere all’anestesista/rianimatore di agire liberamente senza rischiare di contaminare il campo

secondo me un pregio di ciò è anche un altro

mentre operi non guardi in faccia il paziente

mentre operi “quasi” dimentichi che stai frugando nel corpo di una persona

qualche giorno fa ho fatto una sutura

ero tutta concentrata a con pinza, ago,  filo, lembi di cute

entra da un lato, esci dall’altro, tira il filo, annoda bene

ripensandoci adesso mi sono ricordata di un “dettaglio”

il paziente in questione ha poco più di un anno, e ci  ho pensato solo adesso

quei teli non sono una semplice “tenda”

sono una vera e propria corazza dietro la quale nascondiamo i nostri sentimenti

mentre dall’altro lato facciamo i guerrieri

suture

durante un intervento chirurgico, il paziente viene ricoperto quasi completamente, lasciando esposto solo il campo operatorio, cioè solo l’area in cui verrà effettuata l’incisione chirurgica.

questo allo scopo di rendere sterile e privo di contaminazione il campo operatorio e di permettere all’anestesista/rianimatore di agire liberamente senza rischiare di contaminare il campo

secondo me un pregio di ciò è anche un altro

mentre operi non guardi in faccia il paziente

mentre operi “quasi” dimentichi che stai frugando nel corpo di una persona

qualche giorno fa ho fatto una sutura

ero tutta concentrata a con pinza, ago,  filo, lembi di cute

entra da un lato, esci dall’altro, tira il filo, annoda bene

ripensandoci adesso mi sono ricordata di un “dettaglio”

il paziente in questione ha poco più di un anno, e ci  ho pensato solo adesso

 

quei teli non sono una semplice “tenda”

sono una vera e propria corazza dietro la quale nascondiamo i nostri sentimenti

mentre dall’altro lato facciamo i guerrieri